L’arresto di Giacomo Leopardi nel 1819

Quando Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi venne fermato dai gendarmi nei pressi di Recanati (MC), in evidente stato di ubriachezza, mentre si accaniva ferocemente contro una quercia e dopo essersi lasciato alle spalle uno stuolo devastato di pioppi e altri alberi, lo si udì giustificarsi in questo modo:

“Ma porca puttana, ho (quasi) 20 anni, vivo in un posto onestamente di merda, privo per ovvi motivi della possibilità degli sfoghi fisici che qualunque maschio eterosessuale sano inizia a conoscere intorno ai 15 anni (e tuttavia con tutti gli impulsi che a tali sfoghi portano). Ho ricevuto, perdìo, un’educazione cattolica sin dalla più tenera età e (capisco che è quello che alla mia età dicono tutti) mia madre è una stronza, a mio padre non glie ne frega niente di me. Tralaltro è un po’ che non ci vedo quasi un cazzo, ma dico, Cristo, avrò il fottuto diritto di prendermela con qualcuno o qualcosa in qualche modo!?”

Alla fine il giovane fu lasciato andare, in quanto membro squisitissimo e riverito della fogna di cittadina nella quale abitava. Non fu leggero però con lui suo padre, forse più per mostrare una qual certa autorità che per altro. Non era in effetti possibile fare molto; e se è vero che le ramanzine turbavano non poco Giacomo, è altresì vero che la tipica minaccia familiare di non farlo uscire o di rinchiuderlo nella propria stanza rischiavano di non creare alcun vero cambiamento rispetto alla routine quotidiana dello studioso, che già si era guadagnato la fama di “eremita”.

Fu tuttavia allora che il Leopardi decise di concentrare, per una singolare associazione di idee, il suo proprio astio nei confronti della vegetazione (in particolare nei confronti dei pioppi) in quanto doppiamente colpevole di essere rappresentante della famosa “natura matrigna” e fuso d’innesco della spiacevole situazione con le autorità costituite.

Quello fu anche il motivo scatenante che lo spinse a muoversi per lasciare Recanati in cerca di meglio. Come sappiamo tutti, Giacomo tentò prima con Roma, ma anche lì la vegetazione rigogliosa lo orripilava, al punto di rendergli impossibile la frequentazione di alcuni parchi. Questo, e il fatto che le donne di Roma manifestassero un comportamento diametralmente opposto rispetto a quelle di Recanati: se le ultime infatti non erano aduse alla pratica di concedersi, le prime lo erano fin troppo agli occhi del poeta, come egli stesso dichiarerà.

Era una giornata di giugno del 1819.

Fatto divertente: da allora gli spostamenti del giovane furono sempre accompagnati da misteriosi incendi nei boschi e danneggiamenti alla vegetazione locale. Se mai ci fu un collegamento, nessuno ne è a conoscenza.


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