La Massriade, parte I, i coccodrilli di Nasser

Quando Gamal Abdel Nasser decise che costruire un’imponente diga sul fiume Nilo potesse essere un’ottima idea, a tutto pensava eccetto che ai coccodrilli.  Eppure gli enormi rettili erano da sempre un fondamentale punto di riferimento della cultura dell’Egitto, un dato, questo, decisamente non trascurabile e dal quale è possibile desumere un importante lezione di vita:

“mai sottovalutare i coccodrilli

Il destino delle bestie fu infatti tanto glorioso da provocare tensioni e piccoli scontri tra Egitto e Sudan.

Fu più o meno intorno agli anni ’80 che i naturalisti e gli amanti degli animali di tutto il mondo si svegliarono un giorno per ricevere una delle più belle notizie che gli potessero arrivare: la popolazione stanziale di coccodrilli del Nilo, “crocodylus niloticus“, dopo aver rischiato l’estinzione sembrava nuovamente in ottime condizioni di salute.

Che fosse merito dell’acqua più pulita, dell’aria migliore, dei bambini più succosi o più semplicemente dell’avvenuta costruzione della diga di Aswan, il miracolo sembrava essersi compiuto; per la prima volta nella storia una specie in via d’estinzione era tornata a riprodursi velocemente e con successo.

Un risultato eccezionale nella lotta per la conservazione delle specie, recitava un comunicato stampa, che tuttavia poneva nella luce sbagliata un particolare geografico di fondamentale importanza: il fatto che tali miracolati biologici avessero trovato un ambiente ottimale non sulle rive del Nilo stesso, ridotto ormai a una specie di fogna a cielo aperto a uso e consumo di persone troppo oberate dalla quotidianità per preoccuparsi della conservazione del fiume; bensì molto più a sud del Cairo e poco oltre la chiusa alta della diga di Aswan, esattamente nel lago Nasser.

In ogni rivoluzione o cambiamento esiste sempre una minoranza di individui che, lungi dal ricavare vantaggi dalla situazione ne risultano invece infinitamente penalizzati.

Nel caso specifico si trattava della famiglia Massri, residente sulle rive del lago dal 1958 quando Chigaru Massri si era lì trasferito per i lavori della diga, decidendo in seguito di stabilirvisi dopo aver conosciuto Dalila. Dai due erano nati due bei ragazzotti e una incantevole femminuccia che in quel giorno del 1982 avevano rispettivamente 13, 10 e 7 anni. Il lavoro non era mai mancato e la vita della famiglia scorreva tranquilla; a fare la differenze però era senz’ombra di dubbio la presenza del lago, dove i piccoli potevano andare a giocare e fare il bagno mentre i genitori si rilassavano sulla riva.

Date le premesse è a questo punto piuttosto facile capire quale sarebbe stata la reazione della famiglia Massri (puramente in rappresentanza degli altri svariati nuclei familiari che proprio lì passavano ferie e giorni di vacanza) se avessero appreso dai giornali la notizia che aveva reso così lieti i naturalisti di tutto il mondo.

Il primo a rendersi conto della situazione fu il più grande dei ragazzi, Coleman Massri (il cui nome era un omaggio al noto sassofonista morto l’anno della sua nascita, che Chigaru aveva sentito suonare una volta per un curioso caso di scambio di frequenze che gli aveva reso possibile ascoltare la radio americana. Scoprì solo molti anni dopo che la canzone era Come Together dei Beatles, ma questa è decisamente un’altra storia).

Il giovane guardando il lago provò un giorno una singolare sensazione di straniamento, dovuta perlopiù al fatto che sembrava che la loro anziana vicina di casa, la signora Sawalha, lo stesse salutando dall’acqua. Nulla di eccezionale in realtà, non foss’altro che per un particolare: a salutarlo erano il tronco e le braccia della signora, mentre i fianchi e le gambe si trovavano appoggiati presso la riva. Il fatto che dalla metà superiore, ubicata nell’acqua, si intravvedesse spuntare una lunga coda di coccodrillo, non faceva che contribuire alla surrealtà del quadro, oltre a dare un chiaro messaggio riguardo alle abitudini alimentari dell’animale, che evidentemente non si limitavano, come al giovane era stato detto, a bambini e braccia di pirati.

Il fatto che i coccodrilli si stessero moltiplicando vertiginosamente nel lago creò non poco rumore tra gli abitanti dei dintorni, non solo perchè si trattava di animali pericolosi, ne’ solamente per il fatto che si nutrissero indiscriminatamente di cose e persone di qualunque fascia demografica.

Ben più grave era che, forse per l’aria buona, o per l’ambiente secco e piacevole, o ancora per il buon vicinato, il lago stava diventando una sorta di oasi riproduttiva per le bestie, un luogo infernale a metà tra una puntata dei Visitors e un film porno girato da Ray Harryausen: in poche parole, i coccodrilli copulavano continuamente e ovunque, e davano un esempio pessimo alla gioventù del luogo…. (CONTINUA)

Advertisements
This entry was posted in Romanzi per l'uomo d'oggi and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s